Ecco la recensione di due modelli speciali della serie Preludio di EgoTempo: il Fiorenza ed il Pontevecchio66.

Ho avuto il piacere di conoscere Gianfranco Rinaldi ad una fiera di orologi a Villa Castelbarco a Vaprio D’Adda (MI). Mi ha subito colpito, passeggiando nei meravigliosi saloni settecenteschi, la vetrina dei suoi orologi perché oltre ad essere fresca, luminosa e multicolore, associava i suoi piccoli capolavori artigianali “EgoTempo” ai mitici “EnneBi” del Maestro Alessandro Bettarini, su cui non credo ci siano da spendere troppe parole oltre, essendo Bettarini una delle personalità più eclettiche ed innovative nel mondo odierno dell’orologeria, poiché quest’ultimo – per chi non lo sapesse ancora – è stato il responsabile dal 1980 al 2005 del settore design e progettazione meccanica di Officine Panerai.

Soffermatomi ad ammirare la vetrina, Gianfranco, col suo garbo e la sua simpatica riservatezza, ha iniziato un’amabile chiacchierata in cui ha condiviso con me il suo immenso amore per gli orologi, di cui è avido collezionista, e la storia della sua passione, merito di un nonno musicista ed orologiaio, che era in grado di revisionare e riparare calibri anche estremamente complicati.

Vi ho menzionato la compresenza degli EgoTempo con gli EnneBi per una ragione ben precisa: entrambi i marchi condividono infatti alcune lavorazioni dei quadranti e degli inserti in oro, ad opera di uno dei più validi e riconosciuti artigiani orafi a livello internazionale: Mauro Bandinelli.

Il Maestro Bandinelli infatti è il plusvalore di arte orafa ed altissimo artigianato italiano che connota gli EgoTempo e gli EnneBi, per i quali realizza – completamente a mano – i quadranti smaltati ed “a sandwich”, oggetti di rara e poetica maestria, i movimenti personalizzati con fittissimi ed intricati intarsi ed incisioni, gli inserti in oro cesellati a mano, come quelli che vedrete in questa recensione e che sono posizionati sia sul quadrante, sia sul fondello di alcuni modelli a tiratura estremamente limitata.

Strada in Chianti è la base operativa del Bandinelli: una frazione del comune di Greve in Chianti, in provincia di Firenze da cui dista poco più di 10 Km. Lì, in Via Mazzini ha sede “Arte Orafa” una bottega che pare aver cristallizzato il tempo, poiché varcandone l’uscio si respira il vero Made in Italy, la vera forza ed il grande orgoglio degli EgoTempo.

 

Gli orologi che ho avuto il privilegio di recensire sono due modelli davvero speciali:
Fiorenza, serie speciale e numerata della linea Preludio, che celebra la città di Firenze
http://www.egotempo.it/prodotto/preludio-serie-speciale/
e
Pontevecchio66, una tiratura limitata che ricorda il 50ennale del terribile alluvione del ’66 e celebra il coraggio e la forza dei cittadini di Firenze
http://www.egotempo.it/prodotto/serie-speciale-pontevecchio66/

Introduzione alla recensione del Preludio di EgoTempo

Orologi come questi, a mio avviso, si rivolgono a collezionisti “maturi“, ossia a chi è già andato ben oltre il concetto di “orologio-investimento” ed a chi ha superato pure l’ossessione per le “supercomplicazioni” in cui tutti, prima o poi, cadiamo durante il nostro cammino di collezionisti.

Infatti, questo tipo di segnatempo, si connota per elementi distintivi che si fondano soprattutto sul voler indossare qualcosa di estremamente personale (e personalizzabile, ovviamente dietro richiesta), di semplice, di unico e di integralmente frutto della manualità e del manierismo di grandissimi maestri italiani.

Infatti è tutto squisitamente italiano in EgoTempo: scatola, cinturino, ardiglione, cassa, quadrante, lancette ed inserti in oro.

Non per nulla due note personalità artistiche e dai gusti sopraffini come il Maestro Donato Renzetti, famosissimo direttore d’orchestra, e la cantante pop Silvia Mezzanotte, che ricordiamo anche per la collaborazione con i Matia Bazar, hanno proprio commissionato ad EgoTempo due versioni personalizzate “My EgoTempo” in cui hanno potuto decidere il disegno delle piastrine in oro applicate sul quadrante, la colorazione dello stesso, le incisioni sia sulla carrure che sul fondello e gli inserti in oro, oltre ovviamente al materiale ed al colore dei cinturini su cui non ci sono limiti alla creatività in termini di colori, pellami ed impunture.

Personalmente, dopo averli avuti entrambi sottomano ed averli polsati per qualche giorno, non posso che convenire sulla piacevole sensazione di poter sfoggiare orgogliosamente tanta bellezza ed italianità; ammetto inoltre di aver anche destato interesse e curiosità da parte di tanti amici appassionati, come il sottoscritto, di orologeria.

Per cui posso, in somma istanza, affermare che gli EgoTempo, come direbbero gli anglosassoni, sono eccellenti “conversation starters” quando ci si trova in presenza di amanti dell’orologeria.

Premessa importante è che il sottoscritto NON è affiliato, direttamente o indirettamente, con EgoTempo.

Considerate pertanto la presente recensione come un mio vezzo personale, poiché non ho alcun guadagno né percepirò alcunché a scrivere questa recensione.

 

PRIME IMPRESSIONI

Il quadrante è ciò che risalta immediatamente alla vista di chi osserva un orologio. Negli EgoTempo si è infatti optato per un quadrante molto ampio e luminoso, facilmente leggibile, la cui superficie è ottenuta tramite un procedimento di colorazione e smaltatura che ne esalta il colore e le tonalità nelle differenti situazioni in cui si può osservare l’orologio.

In determinate condizioni di luce, il dial ci mostra infatti diverse percezioni delle sue superfici e colori, assomigliando alla trama di un tessuto, oppure apparendo lievemente corrugato come una roccia o emettendo riflessi brillanti che ricordano certe lavorazioni del passato denominate “stardust” (polvere di stelle) dagli appassionati di orologeria.

In EgoTempo hanno quindi definito i quadranti “starry” (stellari), poiché a volte sembrano modificarsi in funzione dell’intensità o della direzione della luce che li illumina.

Per dare un ulteriore tocco di classe e preziosità ai quadranti delle collezioni speciali e numerate, sono applicate fino a due piastrine in oro e smalti. Una ad ore 12 con il logo di EgoTempo ed un’altra a ore 6 con effigi varie: dalla chiave di violino per la serie Maestro, al giglio fiorentino per il Fiorenza, al fiorino sul Pontevecchio66, alla numerazione progressiva che certifica l’unicità dei modelli a tiratura speciale.


USO QUOTIDIANO

Nell’uso quotidiano l’orologio si è rivelato piacevolmente confortevole e sufficientemente avvolgente sul mio polso da 17,5 cm di circonferenza, nonostante i suoi non trascurabili 45mm di diametro. Azzeccato il mix tra spessore e curvatura della cassa che risultano alla fine inavvertibili al polso durante l’uso comune nelle classiche operazioni quotidiane. Certamente parliamo di un orologio di presenza e forte personalità ma mai fuori luogo o invadente. Gli stilemi della carrure sono quelli degli orologi da aviatore, con una corona semplice da impugnare e sagomata con ampie zigrinature per consentire una facile regolazione delle lancette. In entrambi i modelli, la configurazione è quella essenziale, a sole 2 lancette, privi quindi dell’indicazione dei secondi. Il Fiorenza presenta un quadrante rosso fuoco su due livelli (“sandwich dial”) con indicazione delle ore di tipo California mentre il Pontevecchio66 stupisce ed incanta con una sfumatura molto poetica, che passa dall’azzurro cielo al marrone fango, proprio per ricordare il tragico alluvione del 4 Novembre 1966. Decisamente di qualità la finitura della cassa con i fianchi satinati e le parti più visibili di anse e lunetta, lucidate a specchio. Un orologio che sotto la luce esprime davvero il meglio di sé!


LEGGIBILITA’

L’orologio, per via della sua essenzialità, delle dimensioni importanti e dei colori intensi e vibranti, si presenta assolutamente istantaneo nella consultazione. La numerazione California del Fiorenza si percepisce piacevolmente per via del layer inferiore del quadrante riempito abbondantemente di Superluminova, le lancette nere a gladio sono anch’esse ben luminose e i due inserti in oro e smalto si stagliano dal quadrante rosso vivo in modo imperioso, dandogli quel tocco di esclusività che lo rende davvero unico. La consultazione notturna si presenta anch’essa ideale ed immediata. Nel Pontevecchio66 è la sfumatura dei colori e la texture corrugata a catalizzare maggiormente l’attenzione. Di contro l’inserto in oro – raffigurante un fiorino – è uno solo, posizionato poco al di sopra di ore 6, le lancette sono splendidamente azzurrate e luminose e gli indici ed in numeri sono di colore bianco, impressi sul quadrante su un solo livello e ben fluorescenti. Dall’estetica dei modelli analizzati, emerge pertanto che la vocazione del Pontevecchio sia assai più elegante mentre il Fiorenza ha una connotazione più sportiva e militareggiante.

 

ANALISI TECNICA

Movimento

Swiss ETA 2824 “top grade” modificato. Eliminazione del disco data ed adeguamento delle altezze dei pignoni, in relazione allo spessore notevole dei quadranti artigianali in smalto e su 2 livelli (“sandwich dial”), con inserti in oro.
Movimento affidabile e diffusissimo, la cui robustezza e precisione sono note. Ottimo per la semplicità ed economicità di revisione.

Cassa

tonda, in acciaio 316L, anallergico e nickel free. Design in stile aviatore, con anse sagomate ed appuntite. La rifinitura prevede un’alternanza di satinature sui fianchi e parti lucidate a specchio (lunetta e anse, lato quadrante) che ne accentuano l’eleganza.
La corona “a fiore”, con zigrinatura a losanghe grosse ed incisione personalizzata sulla sommità, esce dalla sagoma della carrure per circa 3,5mm e presenta un’ergonomia perfetta per la regolazione del tempo.

Cristallo e fondello

il vetro anteriore è stato appositamente progettato per questo modello ed è bombato minerale concavo, antiriflesso. La curvatura è stata concepita per riuscire ad ospitare l’elevato spessore dei quadranti, unitamente alle applique in oro ed i pignoni del movimento, opportunamente rialzati. Su altri modelli è anche disponibile l’acrilico in esalite ed in futuro saranno anche presenti dei cristalli in zaffiro ma solo sui quadranti di minore profondità.
I fondelli sono in acciaio satinato ed assicurati alla cassa tramite 4 vitine posizionate all’incirca a ore 2, 4, 8 e 10. A seconda delle serie, possono presentare semplici incisioni del nome del modello e della tenuta all’acqua, oppure possono avere integrate piastrine in oro cesellato a mano, recanti i più svariati motivi (il ponte vecchio, il giglio fiorentino, il fiorino, la chiave di violino con il pentragramma musicale, etc.). Sono ovviamente possibili personalizzazioni di ogni tipo, che spaziano dalle iniziali, al nome per esteso, ad una dedica o ad una piastrina in oro, incisa e/o smaltata, realizzata secondo i gusti del cliente.

Quadrante

è decisamente il componente di maggior rilievo degli EgoTempo. Presenta infatti una spiccata personalità grazie alla smaltatura di colori vivaci, alla texture corrugata, alla tridimensionalità delle piastrine in oro e smalti. L’assonanza realizzativa con i dial EnneBi è nettissima e la mano del Maestro Bandinelli è assolutamente riconoscibile.
Gli elementi in oro cesellato ed inciso a mano si stagliano maestosi dalla base in ottone smaltato e conferiscono ad ogni orologio un’unicità che profuma di arte orafa ed altissimo artigianato italiano.

Diametro

45 mm, corona esclusa. Sulla corona spicca il logo di EgoTempo: una bellissima “E” stilizzata.

Spessore

13 mm

Indici e lancette

indici e lancette luminosi, ricoperti da SuperLuminova C3, Swiss Made.
Il quadrante del Fiorenza è di tipo California, ossia nella parte superiore del dial presenta numerazione romana ed in quella inferiore numerazione araba e gli indici sono incassati “a sandwich”, mentre quello del Pontevecchio66 è su un unico livello con alternanza di indici e numeri arabi nelle posizioni pari, entrambi di colore bianco.
Lancette a gladio di colore nero nel Fiorenza ed azzurrate nel Pontevecchio66.

Interasse tra le anse superiore ed inferiore

50 mm

Impermeabilità

50 metri/164 feet/5 ATM

Misura anse cinturino

24 mm

Cinturino

24mm all’attacco cassa, che si restringe a 20mm all’ardiglione, in pelle di prima qualità, spessa e morbida, di varie fogge, colorazioni, impunture e materiali. La fibbia, lucidata a specchio, reca inciso il logo EgoTempo.

 

VARIANTI

  • il Preludio è declinato in svariate varianti cromatiche, con o senza lancetta dei secondi, in serie limitata o semplicemente numerata progressivamente, con o senza inserti in oro. Le serie sono: My EgoTempo (interamente customizzabile dal cliente), Maestro (serie speciale, dedicata alla musica), Fiorenza (serie speciale, dedicata a Firenze) e Pontevecchio66 (serie limitata per il cinquantenario 1966-2016 dell’alluvione).
  • il No Logo è declinato in diverse varianti cromatiche. Presenta un quadrante in smalto su due strati, un settore inferiore bianco ed uno superiore colorato con gli indici (dots) in corrispondenza delle ore. E’ privo della lancetta dei secondi e non presenta alcuna scritta, logo o inserto.

PREZZI

  • Preludio standard a € 1.950 EUR
  • Preludio serie numerate con inserti in oro a € 2.500 EUR
  • Pontevecchio66 a € 3.500 EUR (limited edition)
  • Fiorenza a € 3.500 EUR (serie numerata)
  • Maestro a € 3.500 EUR (serie numerata)
  • No Logo a € 2.500 EUR

DIFETTI

L’orologio, a mio avviso, sebbene presenti caratteristiche di unicità ed eccellenza, potrebbe essere migliorato con i seguenti accorgimenti:

  1. 45mm sono una misura non adatta a tutti i polsi: gradirei  che in futuro si mettesse in commercio una versione di dimensioni meno importanti, preferibilmente intorno ai 39-40mm.
  2. Opterei per un cristallo in zaffiro in luogo del vetro minerale e/o dell’acrilico.
  3. Avrei gradito che nel bundle, che comprende 2 set di cinturini, uno fosse dotato dell’ardiglione ed uno, magari quello in pelle più pregiata, della chiusura deployante.
  4. La rimozione della data dal movimento, dovrebbe prevedere anche la rimozione dello scatto data, affinché possa bastare un solo scatto di estrazione della corona per regolare l’ora. Purtroppo ad oggi esiste ancora la posizione morta che era deputata al datario. Se si lascia lo scatto data, preferirei allora che fosse mantenuto il datario.
  5. Volendo fare il sofistico, mi sarebbe piaciuto un bel bracciale d’acciaio in maglia “shark mesh”, dal look vintage, con la scatoletta della chiusura personalizzata col logo EgoTempo.
  6. Ritengo che i listini delle versioni standard, prive degli inserti in oro, potrebbero essere ritoccati entro i 1.500 €.

INFO & CONTATTI


NOTE FINALI

Siccome il sottoscritto NON è affiliato con EgoTempo, non sono in grado di rispondere alle Vs eventuali domande e/o curiosità, pertanto Vi invito a contattare direttamente l’azienda tramite i canali ufficiali.

Le fotografie sono state scattate da Viola Cappelletti, con una Canon 5D / Mark IV, all’interno di un softbox fotografico, mentre gli scatti al polso sono stati fatti da me col mio cellulare Samsung S7. Non sono stati utilizzati filtri o color correction alle foto, per non alterare la percezione finale, mantenendo quindi i colori realistici.
Gli scatti dell’incisione in oro del Ponte Vecchio sono state gentilmente fornite dal M° Bandinelli – www.arteorafa.info

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